Alla presenza del sindaco di Colle di Val d’Elsa e di autorità civili e militari
si è svolta, venerdì 24 ottobre, in una piazza dedicata all’Eroe gremita di gente della sua città, la 14^ edizione della cerimonia di commemorazione della M.O.V.M. Ten. Par. Roberto Bandini .
Particolare rilevanza ha avuto quest’anno la partecipazione di tanti giovani degli istituti cittadini che hanno realizzato audiovisivi e disegni dedicati al sacrificio dei Roberto e della Folgore ad El Alamein.
Gli elaborati, presentati nella giornata di giovedì presso l’aula magna del “palazzone” messa a disposizione dall’Amministrazione comunale di Colle, tenevano conto delle indicazioni tematiche seguenti:
- per la Scuola Secondaria di I° grado un disegno realizzato con qualsiasi tecnica si ritenga opportuna sul tema” La Terza Battaglia di El Alamein”
– per la Scuola secondaria di II° Grado un audiovisivo realizzato sul tema “Ten. Roberto Bandini – Un colligiano alla Terza Battaglia di El Alamein”
Le borse di studio sono state così finanziate:
– Borsa di Studio di euro 500,00 per l’audiovisivo.
– Borsa di Studio di euro 200,00 per il disegno
L’assegnazione delle borse di studio è avvenuta ad insindacabile giudizio della commissione di valutazione composta dalle seguenti autorità (o loro rappresentanti):
– Presidente Provinciale dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia;
– Sindaco di Colle di Val d’Elsa;
– Comandante del 186° Reggimento Paracadutisti “Folgore”.
Per l’audiovisivo: Letizia FORZONI Studentessa 5^ classe istituto Alessandro Volta per la seguente motivazione:“Giovane studentessa, nel quadro del concorso dedicato alla M.O.V.M. Ten. Par. Roberto Bandini, ha realizzato, con mirabile approfondimento e passione, un audiovisivo nel quale ha espresso, con estrema efficacia, il sacrificio dell’Eroe colligiano e della Folgore. “Per il disegno: Costanza VERDIANI
Studentessa di 3^ media istituto “Arnolfo di Cambio” per la seguente motivazione:“Giovanissima studentessa, nel quadro del concorso dedicato alla M.O.V.M. Ten. Par. Roberto Bandini, ha realizzato, con grande capacità e passione, un disegno nel quale ha espresso, con mirabile efficacia, il sacrificio dei soldati d’Italia e della Folgore ad “El Alamein”.
Anche quest’anno, sabato 24 ottobre, ha chiuso la tre giorni di commemorazioni dedicate all’eroe colligiano, l’allestimento in piazza Arnolfo, di una mostra di materiale e documentazione audiovisiva per illustrare i mezzi e le attività della “Folgore” e delle Forze Armate nell’impegno per il mantenimento della pace.
Particolare interesse ha riscosso in tale contesto il gazebo dell’ANPd’I che ha visto molti giovani avvicinarsi per chiedere informazioni relative alla frequenza dei corsi di paracadutismo.
Discorso del Presidente dell’A.N.P.d’I. di Siena, Generale Paracadutista Sergio Fucito, pronunciato il 24 ottobre 2014, in occasione del quattordicesimo anniversario dell’intitolazione della Piazza alla M.O.V.M. Roberto Bandini in Colle di Val d’Elsa
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Nel clima di decadenza morale e materiale che attraversa questo nostro travagliato periodo siamo oggi qui a ricordare, un giovane colligiano colto, bello, intelligente, caduto a 25 anni ad El Alamein.
Roberto Bandini, se solo lo avesse voluto, avrebbe certamente potuto “imboscarsi”, come tanti a quel tempo fecero, ricercando brillanti ed a lui accessibili traguardi personali ed invece, coscientemente e con totale donazione di se stesso, scelse di essere da “esempio” per noi tutti che ancor oggi, a distanza di tanti anni, lo ricordiamo con profonda ammirazione ed affetto.
Roberto Bandini nasce a Colle di Val d’Elsa il 28 gennaio del 1917, compie i regolari studi medi inferiori e superiori e si iscrive alla facoltà di Chimica dell’Università di Firenze. A 18 anni si arruola volontario, interrompendo gli studi, nel VI° Battaglione mitraglieri, con il quale, inquadrato nella Divisione “Tevere”, prende parte, in A.O.I., alla Campagna d’Etiopia. Rientrato in Italia a metà Giugno del 1936, ottiene la nomina a Sottotenente di complemento e, prestato il servizio di prima nomina presso il I° Reggimento Granatieri di Sardegna, viene collocato in congedo nel febbraio del 1937. Richiamato in servizio nello stesso anno, torna nuovamente in A.O.I. con il 47° Battaglione rimanendovi fino al novembre del 1939.
Rientrato in Italia riprende gli studi interrotti e, nell’ottobre del 1940, ottiene la promozione a Tenente. Alla fine dello stesso anno viene nuovamente richiamato alle armi e destinato in forza al III° Reggimento Granatieri. Partecipa alle operazioni di guerra sul fronte Greco fino all’ottobre del 1941 quando decide di inoltrare la domanda per essere assegnato alla nuova Specialità dei Paracadutisti.
Non è certo un caso che Bandini chieda volontariamente di essere assegnato alla nascente
Divisione “FOLGORE”; Considerati singolarmente gli aspiranti paracadutisti, ufficiali e soldati, possedevano una personalità ben definita i cui tratti caratteristici erano però più o meno comuni a tutti: disponibilità al rischio, spirito d’avventura, animo risoluto, senso del reale, vivacità di spirito, intelligenza.
Possedevano anche una spiccata tendenza all’individualismo che però non influiva negativamente nei rapporti disciplinari in quanto comune era la volontà di farsi onore, profonda la stima nei confronti gli uni degli altri, saldissimo in tutti l’attaccamento alla Patria e alla Bandiera.
Dopo il corso ed il conseguimento del Brevetto di Paracadutista, il Tenente Bandini viene inquadrato nel 186° Rgt Paracadutisti e con esso inviato, il 15 Luglio del 1942, in Africa Settentrionale.
Vicecomandante della 21^ compagnia ad “El Alamein”, il 24 ed il 25 ottobre 1942, il suo settore è investito dall’attacco di due battaglioni di fanteria e di una Brigata Corazzata forte di oltre 150 carri armati.
250 paracadutisti italiani, male armati, contro un nemico venti volte più numeroso e dotato di una potenza di fuoco assolutamente impressionante.
Due volte ferito il Tenente Bandini mantiene la posizione e contro assalta sempre vittoriosamente gli attaccanti contribuendo in maniera determinante a respingere gli avversari nel suo settore fino a quando, colpito una terza volta, cade sul lembo di deserto tanto conteso all’avversario.
In questi giorni, 72 anni fa, La FOLGORE entrava nella leggenda ma a scrivere queste incredibili pagine di gloria non erano “marziani” erano giovani come Bandini che avevano saldissima la consapevolezza della propria dignità di Uomo e della conseguente esigenza di tutelarla e salvaguardarla a qualsiasi prezzo.
Personaggi di tale rilevanza entrano nella storia per la forza del loro spirito e per la capacità di adattamento della loro mente alle situazioni che loro stessi creano con la piena consapevolezza di ciò che potrà accadere, soprattutto per la volontà di accettarne le conseguenze, quali esse siano, con fermezza ed abnegazione assecondando l’imperativo morale al quale aderiscono con piena coscienza.
Appare quindi chiaro il motivo per cui Roberto Bandini ed i suoi paracadutisti furono bravi soldati; furono bravi soldati per la stessa ragione per cui erano buoni cittadini: perché vollero e seppero essere autenticamente se stessi.
Orgoglioso di essere nato a Colle di Val d’Elsa come la M.O.V.M Roberto Bandini, e come lui aver prestato servizio nella Folgore, al 5° btg El Alamein di Siena sotto il comando dell’allora Tenente Sergio Fucito, oggi generale.
Grandissimo corpo quello dei parà, grandissimo onore, grandissimo rispetto.
Folgore, ora e sempre.